venerdì 26 dicembre 2008

Tesseramento 2008-2009

Cari compagni e amici,

il Partito Democratico si rivolge a voi ringraziandovi per aver contribuito alla sua fondazione e per aver sostenuto in questi mesi il crescere di questo grande progetto. Progetto che nella continuità con l’Ulivo ha visto l’unione della tradizione del della socialdemocrazia con quella del cattolicesimo democratico.
Con l’avvio della campagna di tesseramento per il 2008-2009 si segna un’ulteriore importante passo.
Sulla nuova tessera ci sarà semplicemente lo stemma del Partito Democratico.
In questo simbolo si condensa un lungo percorso politico e l’impegno di tutte le persone che hanno dedicato il loro impegno e la loro vita per dare all’Italia un grande partito riformista che sappia cambiare il nostro paese e allo stesso tempo conservarne i suoi valori e principi sanciti nella nostra Costituzione Repubblicana.

La tessera varrà per il 2008 e il 2009, le quote minime di adesione determinate dalla segreteria proviniciale sono:
Socio Ordinario (fino ai 65 anni) 25 Euro
Socio Giovane (fino ai 25 anni) 15 Euro
Socio Anziano (dai 65 anni ) 15 Euro


Se l’aderente ha cariche amministrative (eletto), la quota di adesione di cui sopra dovrà essere maggiorata di 5 euro.

Le quote sopraindicate verranno versate alla Federazione Provinciale per il finanziamento delle attività del Partito Democratico della Provincia di Como. Per chi intedesse donare una quota superiore la differeza rispetto alle quote indicate resta al circolo. Si precisa che le quote versate non vanno in alcun modo a finanziare il partito nazionale.

Per tesserarsi è possibile rivolgersi
- ai membri dell’ufficio adesioni del circolo:
Albiolo: Danilo Querenzi (dqueren@alice.it - 031807781)
Cagno: Luciano Cerrone (luciano.cerrone@gmail.com - 031 808531)
Rodero: Santo Ficara (santo.ficara@gmail.com - 3896881310- 031807907)
Valmorea: Annamaria Saviori (
annamaria.saviori@alice.it - 031806075)
Francesca Realini (ipsa_rossella@hotmail.it - 031808068)

- al coordinatore:
Matteo Ronchini (matteoronchini@alic.it - 3336127732 - 031807748)

Per tesserarsi si può prendere contatto con i membri dell'ufficio adesioni e con il coordinatore.
E' possibile tesserarsi anche la domenica mattina dalle ore 11.00 presso il centro delle associazioni in via Indipendenza 1 ad Albiolo, in tal caso si deve contattare preventivamente il coordinatore.

Da gennaio è attivo il pre-tesseramento on line collegati al sito del PD


Il coordinatore
Matteo Ronchini

domenica 21 dicembre 2008

Il dovere di non deludere

Leggi il testo dell'intervento di Walter Veltroni alla direzione nazionale del 19 dicembre 2008 sul sito del PD nazionale clicca qui.

Costi della politica

- Quanto quadagna un senatore?
Il trattamento economico è illustrato sul sito del Senato clicca qui
Per vedere quanto effettivamente guadagna un senatore visita il sito di Antonio Rusconi (PD) clicca qui
- Quanto guadagna un deputato?
Il trattamento economico è illustrato sul sito della camera clicca qui

Obiettivi del circolo per il nuovo anno

Il circolo per l'anno 2009 intende svolgere le seguenti attività anche in collaborazione con gli altri circoli dell'olgiatese:
-inziative riguardo alla crisi economica;
-proseguire l'analisi della realtà economica e sociale della zona dell'olgiatese;
-promuovere inziative per migliorare i servizi alle famiglie (asili nido);
-iniziative in vista dell elezioni europee.
Verrà anche affrontato il tema della questione morale (a tal proposito si rimanda al codice etico del Partito Democratico leggi il testo).
Per qualsiasi informazione sull'attività del circolo o per dare la propria disponibiltà a collaborare è possibile scrivere all'indirizzo e-mail pd.circolo41.co@gmail.com.

Il coordinatore
Matteo Ronchini

lunedì 27 ottobre 2008

Manifestazione nazionale 25 ottobre 2008

Le foto della manifestazione nazionale del 25 ottobre 2008 al Circo Massimo sono disponibili cliccando qui

martedì 8 aprile 2008

Da Repubblica


LA LETTERA DI VELTRONI

"Un impegno di lealtà repubblicana"



Caro Berlusconi,
mi rivolgo a lei perché penso si debba condividere, da italiani prima ancora che da candidati alla guida del Paese, una sincera preoccupazione, resa tale da recenti atti e dichiarazioni politiche. E perché credo sia giusto e doveroso assumere, di fronte al popolo italiano, a tutti i cittadini, un impegno di chiarezza su alcune grandi questioni di principio, questioni che chiamerei di lealtà repubblicana.

Non penso ovviamente agli aspetti legati ai nostri programmi di governo. Questi sono, e devono essere, distinti e alternativi, lasciati al libero confronto politico, come avviene nelle grandi democrazie. Saranno gli italiani a giudicare la bontà delle nostre proposte, la loro concretezza, la loro attuabilità. E chi guadagnerà un solo voto in più, è la mia convinzione che voglio ribadire ancora una volta, avrà il compito e l'onore di governare l'Italia, sulla base proprio del suo programma.

L'impegno che le chiedo e che io sono in grado di assumere con assoluta determinazione riguarda altro, riguarda di più, perché ha a che fare con la vita, l'identità e le istituzioni del Paese; con le basi stesse della nostra convivenza civile, con i valori che la presiedono e che in sessant'anni di storia repubblicana hanno permesso all'Italia di diventare la grande nazione che è, uno dei pilastri della nuova Europa.

Le chiedo allora se è disposto a garantire formalmente e in modo vincolante che lo schieramento da lei guidato, quale che sia il suo futuro ruolo, di opposizione o di maggioranza, non verrà mai meno in alcun modo e rispetterà sempre con convinzione questi quattro fondamentali principi: la difesa dell'unità nazionale, che è il bene più prezioso che abbiamo, il legame che ci fa sentire italiani e orgogliosi di esserlo; il rifiuto di ogni forma di violenza, attuata o anche solo predicata, e per questo portatrice di divisione e di odio; la fedeltà ai principi contenuti nella prima parte della nostra Costituzione, fedeltà che non solo non contraddice, ma dovrà guidare, ogni impegno di adeguamento della seconda parte della Carta; il riconoscimento e il rispetto della nostra storia, della nostra identità nazionale e dei suoi simboli, a cominciare dal tricolore e dall'inno di Mameli.

si puo fare

http://it.youtube.com/watch?v=CjGtwJUQq-I

giovedì 27 marzo 2008

I' m PD

Video musicale del Partito Democratico

http://it.youtube.com/watch?v=E0UBZ0z0bvo

Dal Corriere Della Sera

Parla il coordinatore «Da oggi la diplomazia è sospesa: il Pd deve arrivare al 35%»

«Cavaliere sfrontato come Le Pen
Solo lui cinque volte candidato»

Bettini: Berlusconi ha fallito e gli italiani sanno che è poco credibile

ROMA — A Pasqua ha fatto i compiti a casa: il programma dell’ultimo scorcio di campagna elettorale di Veltroni. E ora che le vacanze sono finite, Goffredo Bettini interviene in prima persona per dire basta al buonismo e fissare una soglia per il Pd: il 35 per cento. Se non la si ottiene lui e Veltroni possono anche mollare perché «è una patologia italiana quella dei dirigenti per tutte le stagioni».

La campagna elettorale si accende.
«Siamo alla stretta finale. Il Pd cresce, ora però ci vuole il massimo impegno per superare la destra. Dal 30 marzo installeremo 12 mila gazebo in tutta Italia e un milione di persone diventerà protagonista della svolta della campagna: un’arma in più che Berlusconi non ha».

Niente più fair play con l’avversario?
«Occorre rendere più chiara l’importanza di questa prova. Il Wall Street Journal lo ha detto meglio di come qualsiasi nostro militante o dirigente l’avrebbe potuto dire: "Se torna Berlusconi è un disastro per gli italiani". Lui ha già fallito, il Paese lo ha già provato, quindi di che cosa stiamo discutendo? È impensabile che si possa ancora credere alla sua girandola di bugie come la storia della cordata per salvare Alitalia o l’attenzione per i più deboli. E che dire del contratto con gli italiani, che ha completamente disatteso nonostante l’affermazione che non si sarebbe mai ricandidato se avesse mancato alla promessa fatta? Disatteso sull’abbattimento della pressione fiscale, la sicurezza, le pensioni minime».

È partito lancia in resta, Bettini.
«Guardi che al di là del fallimento politico di Berlusconi c’è anche una scarsa credibilità della candidatura in sé e gli italiani l’avvertono. In queste ultime settimane dobbiamo rendere ancora più forte il vero dilemma di questo voto che è in realtà una scelta diretta dei cittadini tra due leader assai diversi. Sono due alternative secche per il futuro del Paese. E con queste elezioni si pongono anche le condizioni per l’avvento di una nuova generazione di leader».

Sta dicendo che Berlusconi è troppo anziano?
«L’età media di tutti i capi di governo delle grandi democrazie occidentali si aggira tra i 53 e i 55 anni. Berlusconi ripropone la tradizione italiana per cui il potere resta nelle mani delle generazioni più vecchie. Non è una questione di mancanza di rispetto per l’età perché io penso che gli anziani possano dare utili consigli e un contributo straordinario di esperienza, ma è la constatazione della patologia politica italiana che sbarra il passo alle forze più innovative, creative e fresche. E Veltroni rappresenta questa boccata d’ossigeno verso il futuro. Mi permetto anche di dire che è un’altra patologia italiana riproporre se stesso per la quinta volta. Sono andato per curiosità a vedere se ci sono casi simili nel resto del mondo. Per carità, non voglio dire nulla di provocatorio, ma ho scoperto che il solo che ha avuto il coraggio o la sfrontatezza di candidarsi per per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen».

Anche Prodi non è giovanissimo.
«Prodi ha avuto l’intelligenza e la prontezza di favorire il ricambio e sta dando, con i suoi ministri, una lezione di stile per la sobrietà con cui sta seguendo e aiutando la campagna elettorale».

Allora è vero che volete nascondere lui e certi suoi ministri.
«Ma no, a questo proposito mi dà l’occasione di rispondere a una battuta giocosa di Berlusconi sulla mia pancia, dietro la quale avrei nascosto Visco. Rispondo giocando: la verità è che ho provato a nasconderlo nella sua capigliatura ma purtroppo non ho trovato niente».

Via la par condicio in cambio del duello tv, che ne pensa?
«Al di là di queste proposte per incoraggiare Berlusconi, io penso sia naturale che, con regole precise e condivise da entrambi, ci sia il confronto. Su questo Berlusconi va a corrente alternata: fu lui a rifiutare l’incontro con Rutelli ma poi ha incalzato Prodi, e per ottenere il faccia a faccia ha detto che se il candidato dell’Ulivo si defilava era perché "evidentemente la paura può fare 90". Mi viene da dire a Berlusconi esattamente la stessa frase».

Dite addio al buonismo?
«Il buonismo non è la rinuncia alla battaglia politica. Da parte nostra non ci saranno mai—e sottolineo quel mai —attacchi offensivi sul piano personale. Quando il confronto entra nel vivo non è che si abolisce o distrugge la diplomazia: la si sospende, perché oggi è il momento di scelte alternative che debbono portare a risultati chiari».

L’antiberlusconismo serve a conquistare gli incerti?
«Via via sceglieranno di andare a votare. E lo faranno in proporzione maggiore per noi perché ormai sta emergendo che il Pd non è solo la somma di vecchi partiti, ma è qualcosa di veramente nuovo: è l’unità tra la sinistra democratica liberata dal massimalismo, il mondo del lavoro e la parte più intraprendente, creativa e perbene della borghesia italiana. E queste grandi forze sociali possono tirare fuori l’Italia dalla crisi e darle un futuro».

Se il Pd va male, il segretario rischia.
«Io davvero credo che ci sia una possibilità di vincere. Tuttavia se è decisivo vincere è altrettanto decisivo impiantare nella storia moderna italiana una grande forza riformista e democratica che si attesti attorno al 35 per cento. Sarebbe una rivoluzione con cui tutti dovrebbero fare i conti, al di là del risultato delle elezioni».

E se doveste fallire l’obiettivo?
«Veltroni ha già compiuto un atto coraggioso accettando la candidatura: sapeva quali rischi avrebbe corso. Ora sta conducendo una campagna elettorale generosissima che solo lui poteva rendere così convincente ed entusiasmante per il nostro elettorato. Dopodiché io non credo ai dirigenti che valgono per tutte le stagioni, siano essi vincenti o perdenti: questa è un’altra grande patologia italiana. È per questo che sottolineo che personalmente mi sento indissolubilmente legato alle sorti della sfida politica alla quale insieme a Walter e a tanti altri sto contribuendo».

Maria Teresa Meli

martedì 18 marzo 2008

Veltroni nella regione Insubrica

Veltroni a lugano

http://www.democratica.tv/video/3966

Veltroni a Varese

http://www.democratica.tv/video/3972


Veltroni a Como

http://www.democratica.tv/video/3984

venerdì 29 febbraio 2008

Adesioni al PD

Pd, boom di adesioni: già più di un milione

È boom di adesioni ai circoli del Partito democratico: è stato superato il milione di attestati di partecipazione ritirati, superando le aspettative dei responsabili dell'organizzazione. A presentare i dati sono il coordinatore Goffredo Bettini e il responsabile organizzazione Andrea Orlando in una conferenza stampa al loft di Santa Anastasia. I circoli del Pd già costituiti sono 6.201 sui 7.606 previsti, ovvero l'81,5%. Gli attestati ritirati sono 1.022.533, ovvero il 35,8% dei votanti alle primarie del 14 ottobre che hanno diritto a ritirare l'attestato. Nel dettaglio, la Regione co nil maggior numero i attestati ritirati è il Lazio, a quota 190mila. Sopra i 100mila anche Toscana, Emilia Romagna e Lombardia.

«Un grande successo - rivendica Goffredo Bettini - che dimostra come il Pd sia un partito vero, popolare, e radicato, un movimento organizzato di popolo. Si parlava di partito liquido e invece abbiamo riscontrato questa grande sorpresa. abbiamo un partito che può sostenere la battaglia elettorale, la sfida di correre da soli e il leader Veltroni che è la nostra carta vincente: sta ottenendo un grandissimo consenso nel suo giro per l'Italia e i sondaggi ci dicono che lo svantaggio si può recuperare».

Andrea Orlando spiega che il Pd conta di sfiorare la quota di un milione e mezzo di aderenti visto che ad oggi «mancano ancora Calabria e Campania», dove la costituzione dei circoli ancora non è partita a causa della difficile situazione politica nelle due Regioni. Ma già i dati a disposizione, sottolinea il responsabile organizzazione, «superano la somma degli iscritti a Ds e Margherita, che toccava quota 900mila».

C'è poi un dato qualitativo: «La costituzione dei circoli ha fatto irrompere un grandissimo numero di donne che sono circa 46 mila a dirigere i circoli nel territorio», e moltissimi dei dirigenti sono giovani alla prima esperienza di direzione politica, segnando ulteriormente «il rinnovamento» costituito dalla nascita del Pd.

Altro elemento caratterizzante «è la partecipazione. Nel week end hanno preso parte alla consultazione sul territorio per la composizione delle liste ben 264.000 persone».

Insomma, insistono i dirigenti del Pd alludendo alla nascita del Pdl, quello che si sta facendo «non è un processo inventato ma un processo vero che richiede un grande sforzo organizzativo, lavoro e fatica. Noi non abbiamo fatto una cosa effimera, non abbiamo sciolto i partiti per decreto: c'è una spinta popolare di consenso al nostro progetto».

Ancora novità sulle candidature. Sarà una giovane di 26 anni, Pina Picierno, la capolista del Partito Democratico in Campania «laddove si sarebbe dovuto candidare De Mita». Lo ha annunciato il segretario del Pd Walter Veltroni, in un incontro pubblico al teatro del Pavone a Perugia, dove ha toccato i temi della scuola, della formazione e del lavoro dei giovani.

Veltroni ha detto che non si presenterà capolista in nessuna circoscrizione, ma in quattro di esse sarà al secondo posto dietro ad un giovane: in Piemonte dietro a Matteo Colaninno, a Roma dietro a Marianna Madia, in Sicilia dietro a un 30enne di cui sarà annunciato presto il nome, in Campania dopo Pina Picierno. «Sarà capolista - ha detto Veltroni - là dove lo era De Mita. È una 26enne, da anni impegnata. Non c'è bisogno di avere tanti anni per saper dare tanto».

sabato 23 febbraio 2008

lunedì 18 febbraio 2008

12 punti per l'Italia


Sabato 16 febbraio Walter Veltroni, segretario del Pd, ha presentato all'Assemblea Costituente dodici punti programmatici. Sono alcune delle nostre idee per cambiare il Paese, e riportarlo sul cammino dell'innovazione. Li riportiamo brevemente.

Primo: modernizzare l’Italia.

Pensare ad un’Italia moderna significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale.

Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie.

Noi riformeremo la normativa di valutazione ambientale delle opere, con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.

L’Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.

Secondo: crescita del Mezzogiorno, crescita dell’Italia.

La priorità in materia è quella di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture, a cominciare dal sistema dei trasporti – strade, ferrovie, porti, aeroporti e autostrade del mare – su un livello quantitativo e qualitativo confrontabile con l’Europa sviluppata. E lo stesso vale per servizi essenziali come quelli idrici e ambientali.

La Sicilia ha bisogno di una rete infrastrutturale che le consenta di diventare davvero, con le altre regioni del nostro Mezzogiorno, la naturale piattaforma logistica per gli scambi di servizi, di beni, di persone, di culture in un’area cruciale del mondo.

Terzo: controllo della spesa pubblica.

Proprio l’esperienza di questi due anni ci consente di dire credibilmente ai cittadini italiani che nella prossima legislatura, il banco di prova decisivo per il Governo del Partito Democratico è quello di riqualificare e ridurre la spesa pubblica. Senza ridurre, anzi facendo gradualmente crescere in rapporto al PIL, la spesa sociale aumentandone la produttività e rendendola finalmente quel fattore di sviluppo e di uguaglianza che oggi ancora non è.

Mezzo punto di PIL di spesa corrente primaria in meno nel primo anno, un punto nel secondo e un punto nel terzo: il conseguimento di questo risultato è condizione irrinunciabile per onorare l'altro impegno che assumiamo con i contribuenti italiani, famiglie e imprese: restituire loro, con riduzioni di aliquota e detrazioni, ogni Euro di gettito aggiuntivo, derivante dalla lotta all'evasione fiscale. Obbiettivo del Partito Democratico è quello di semplificare il nostro barocco sistema amministrativo, ridurre le sovrapposizioni fra uffici, livelli istituzionali, organismi ed enti pubblici, accorpare in un’unica sede provinciale tutti gli uffici periferici dello Stato.

Cominceremo da subito abolendo le Province nei grandi Comuni metropolitani, ai quali andranno dati poteri reali in settori importanti come la mobilità. Utilizzeremo in modo produttivo il grande patrimonio demaniale, con l’accordo di Stato e Comuni, in modo da abbattere contestualmente di qualche punto il debito pubblico, che potrà così scendere più rapidamente al di sotto della soglia del 100 per cento sul PIL. Libereremo così risorse per almeno un punto di PIL all’anno.

Quarto: Pagare meno, pagare tutti.

Oggi è possibile ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che sono tanti, lavoratori dipendenti e autonomi, e che pagano davvero troppo. Il risanamento della finanza pubblica realizzato negli ultimi due anni, combinato con questo credibile e concreto programma di riduzione e riqualificazione della spesa e con la prosecuzione della lotta all’evasione, permette per il futuro, anche per quello immediato, di programmare una riduzione del carico fiscale.

Un obiettivo che si traduce, subito, in un incremento della detrazione IRPEF a favore dei lavoratori dipendenti. E dunque in un aumento di salari e stipendi.

Quinto: investire sul lavoro delle donne.

Il modello sociale italiano è oggi afflitto da tre gravi patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. Per questo noi vogliamo trasformare l’enorme capitale umano femminile inattivo in un “asso” da giocare nella partita dello sviluppo, della competitività, del benessere sociale.

Vogliamo rovesciare il circolo vizioso in un circolo virtuoso. Più donne occupate significa infatti più crescita, più nascite (come dimostra l’esperienza degli altri paesi europei), famiglie più sicure economicamente e più dinamiche e meno minori in povertà.

Sesto: aumentare il numero di case in affitto.

La scarsa disponibilità di case in affitto blocca la mobilità, specie dei giovani e delle giovani coppie. Il terzo delle famiglie che non possiede abitazioni è esposto al rischio di aumenti dei costi degli affitti e alle difficoltà di poter acquistare una casa senza venderne un'altra.

Tra le misure che proporremo per aumentare l’offerta di case in affitto, un grande progetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cassa Depositi e Prestiti, che può mobilitare risorse per 50 miliardi di euro, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione e gestione di 700 mila unità abitative da mettere sul mercato a canoni compresi fra i 300 e i 500 euro.

E una coraggiosa riforma del regime fiscale degli affitti: tassare il reddito da affitto ad aliquota fissa, ferma restando l’opzione per la condizione di miglior favore; e consentire la detraibilità di una quota fissa dell’affitto pagato fino a 250 euro mensili.

Settimo: incremento demografico.

Grande obiettivo programmatico del Partito Democratico è quello di invertire l’attuale trend demografico, aiutando in modo significativo le famiglie con figli, mediante l’istituzione della Dote fiscale per il figlio, proposta dalla Conferenza governativa di Firenze sulla famiglia.

La Dote sostituisce gli attuali Assegni per il nucleo familiare e le detrazioni Irpef per figli a carico, assicura trattamenti significativamente superiori a quelli attuali, si rivolge anche ai lavoratori autonomi.

L'asilo nido deve diventare un servizio universale, disponibile per chiunque ne abbia bisogno. Il nostro obiettivo, in collaborazione con le Regioni e gli enti locali, è quello di raddoppiare il numero dei posti entro cinque anni, in modo da assicurare il servizio ad almeno il 20 per cento dei bambini da 0 a 3 anni.

E’ anche con questi strumenti che si sostiene la famiglia, che la si aiuta a svolgere la sua importante funzione sociale.

Dobbiamo fare della nostra una società a misura di bambino, riservando all’infanzia i tempi e gli spazi di cui ha bisogno.

Ottavo: Scuola, Università e Ricerca.

Abbiamo bisogno di “campus” scolastici e universitari. Abbiamo bisogno che per i ragazzi i luoghi di formazione non siano come una fabbrica o un ufficio, ma dei centri di vita e di formazione permanente.

Cento “campus”, universitari e scolastici, dovranno essere pronti per il 2010. Questi saranno a tutti gli effetti delle centrali di sapere per le comunità locali, dei luoghi di formazione e di “internazionalizzazione” per i nostri ragazzi.

Tutti gli studenti delle scuole italiane saranno periodicamente sottoposti a test oggettivi, che serviranno alle famiglie per valutare la qualità dell’apprendimento dei ragazzi e della scuola che frequentano.

Importante sarà l’investimento destinato alla professionalità dei docenti. Ciò significa ad esempio prevedere per gli insegnanti periodi sabbatici di aggiornamento intensivo, così come avviene per i professori universitari.

Quanto alla ricerca, dobbiamo spingere le imprese a investire più risorse, concentrando solo sugli investimenti in ricerca e sviluppo i contributi a fondo perduto.

Nono: lotta alla precarietà, miglior qualità del lavoro e più sicurezza, un diritto fondamentale della persona umana.

In questo senso si tratta di difendere e promuovere standard minimi di civiltà. Ma anche di far avanzare un’idea alta della competizione e della produttività.

Per questo bisogna creare un'unica Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro, grazie alla quale potrà essere realizzato un sistema di forti premi per le imprese che investono in sicurezza, agendo sul livello della contribuzione; bisogna, inoltre, avviare la sperimentazione di un compenso minimo legale, concertato tra le parti sociali e il governo, per i collaboratori economicamente dipendenti, con l'obiettivo di raggiungere 1.000 euro mensili.

Troppi giovani sono ora “intrappolati” troppo a lungo, spesso per anni, in rapporti di lavoro precari.

Noi contrasteremo questa situazione, facendo costare di più i lavori atipici e favorendo un percorso graduale verso il lavoro stabile e garantito. Un percorso che preveda un allungamento del periodo di prova e una incentivazione e modulazione del contratto di apprendistato come strumento principale di formazione e di ingresso dei giovani nel lavoro.

Decimo: garantire la Sicurezza.

Far sentire sicuri i cittadini, aumentando la presenza di agenti per strada e anche utilizzando nuove tecnologie è uno dei principali obiettivi programmatici del Partito Democratico.

Per questo, trasferiremo ai comuni funzioni amministrative e vareremo un piano di mobilità interna alla Pubblica Amministrazione di personale civile oggi sottoutilizzato, per impiegarlo nelle attività amministrative di supporto alle attività di polizia. La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di condannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti benefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere.

Il “pacchetto sicurezza” approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 ottobre scorso aveva ampliato il numero dei reati particolarmente odiosi, fra questi la rapina, il furto in appartamento, lo scippo, l’incendio boschivo e la violenza sessuale aggravata. E in tutti questi casi prevedeva l’obbligo della custodia cautelare in carcere, il giudizio immediato, l’applicazione d’ufficio della custodia cautelare in carcere già con la sentenza di primo grado e l’immediata esecuzione della sentenza di condanna definitiva senza meccanismi di sospensioni. Su questa linea noi proseguiremo.

Undicesimo: giustizia e legalità

Di innovazione ha bisogno un’altra sfera decisiva nella vita di un Paese e di ogni suo cittadino: quella della giustizia, della legalità. Il Partito Democratico, sia attraverso il codice etico, sia attraverso norme statutarie relative ai comportamenti di suoi iscritti eletti nelle istituzioni, stabilisce indicazioni rigorose in particolare sulla qualità delle nomine di cui i suoi rappresentanti dispongono.

Proporremo, inoltre, norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Per ognuna di esse, dovranno essere predeterminati e resi pubblici criteri di scelta fondati sulle competenze; attivate procedure di sollecitazione pubblica delle candidature; infine, pubblicato lo stato e gli esiti delle procedure di selezione. Noi proporremo anche di introdurre nel nostro ordinamento il principio della non candidabilità al Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi come quelli connessi alla mafia e alla camorra, alle varie forme di criminalità organizzata, o per corruzione o concussione. Il nostro undicesimo grande obiettivo programmatico comprende anche il motivo principale dell’emergenza giustizia: i tempi del processo, sia penale che civile.

Noi porteremo a compimento le riforme avviate negli scorsi anni, come la razionalizzazione e l’accelerazione del processo civile e di quello penale. Ma adotteremo anche provvedimenti amministrativi che possono essere presi immediatamente, per accrescere l’efficienza del sistema giudiziario italiano.

C’è poi il nodo delle intercettazioni telefoniche, informatiche e telematiche. E’ uno strumento essenziale al fine di contrastare la criminalità organizzata e assicurare alla giustizia chi compie i delitti di maggiore allarme sociale, quali la pedofilia e la corruzione. Si tratta di conciliare queste finalità con i diritti fondamentali, come quello all’informazione e quelli alla riservatezza e alla tutela della persona.

Dodicesimo: banda larga in tutta Italia e TV di qualità.

L’effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l’energia elettrica. Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi.

Per quanto riguarda la televisione è necessario seguire i principi della libertà, della concorerenza e dell'autonomia. Più libertà significa superamento del duopolio, oggi reso possibile dall'aumento di canali garantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema. La libertà di informazione è un cardine della democrazia, come ci ha insegnato un grande giornalista, che resta nel cuore di tutti gli italiani, Enzo Biagi.

Più concorrenza significa ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale. Più qualità: noi proponiamo di istituire un fondo, finanziato da una aliquota sui ricavi pubblicitari, che finanzi le produzioni di qualità. Dire qualità e dire Italia è la stessa cosa. Più autonomia della televisione dalla politica significa, subito, nuove regole per il governo della RAI. La nostra idea è quella di una Fondazione titolare delle azioni, che nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.

mercoledì 6 febbraio 2008

Lettera cooridinatrice provinciale

Coordinamento Provinciale Como

Como, 30 gennaio 2008

Care Democratiche, cari Democratici,

dopo la giornata del 27 gennaio vorrei esprimerVi il mio ringraziamento e rendervi partecipi di alcune considerazioni ed impressioni.

In un momento politico così difficile per il Paese e per il Partito Democratico, è ammirevole l’essere riusciti a superare la delusione e aver continuato a credere nel progetto comune di un nuovo partito.

Abbiamo partecipato con entusiasmo e passione ad un altro significativo momento di scelta democratica, esprimendo le nostre preferenze per i candidati all’Assemblea Provinciale e ai Coordinamenti dei Circoli Territoriali.

Sono stati eletti giovani, donne e uomini che contribuiranno sicuramente al rinnovamento della politica e a sintonizzarla sulle “frequenze” della vita reale.

La formazione dei Circoli rappresenta il vero punto di partenza: adesso ognuno di noi ha un centro di aggregazione nel quale poter esprimere l’impegno, le proposte e dialogare per costruire una Italia migliore, aperta al futuro.

A breve si formeranno anche i Circoli e i laboratori tematici e i forum per approfondire i problemi del nostro territorio ed elaborare progetti realizzabili, con il coinvolgimento anche di non aderenti al PD.

L’Assemblea Provinciale sarà anche il luogo di sintesi delle vostre proposte e di concretizzazione in progetti.

Ci attende un periodo di intenso lavoro e sarà necessaria la collaborazione di tutti, anche di coloro che domenica scorsa non hanno potuto ritirare l’attestato di Fondatrice o Fondatore del PD: ricordo a costoro che possono ancora aderire alla costituzione del partito e ritirare l’Attestato.

Un ringraziamento anche a chi ha contribuito ad organizzare e gestire le primarie di domenica, in particolare ai membri dell’Ufficio Organizzativo, ai presidenti e ai componenti dei seggi.

Un saluto cordiale

Ana Rosa Ruiz

Coordinatrice Provinciale